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Dalla parte degli ULTIMI...

Il carro armato e l'omino con la busta della spesa.La sfida impossibile che invece è possibile.La parte peggiore sono quei milioni di persone che guardano la scena dalle loro case e aspettano di vedere come andrà a finire.

Marco Schito

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Allora, vi presento mio fratello... sapete già che si kiama marco, ha 23 anni ed è di cisaria, ma attualmente è a Roma per lavoro.
E' simpatico e buon amico quando serve. Sa essere moooooooolto romantico e originale, anche se non molte meriterebbero un tale trattamento!!! ( non parlo per esperienza... :-p )
Insomma che altro dire???
Vale la pena CONOSCERLO!!!!!!!!! Vittoriana
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03 May

Ninna Nanna

Quando ti addormenterai

con gli occhi chiusi i pugni quasi

 Sognerai quel che vedrai

 i suoi sorrisi rossi e accesi

Una melodia che sale su

 fin dove sei

 A te che non sei ancora tu

ma presto lo sarai

Ora dorme pure lei

la braccia ai fianchi fresche e stese

 Sogna te che sognerai

 cuscini bianchi come rose

Ninna nanna che poi scende giù

fin nei tuoi sogni

 A te che non sarai più solo tu

 perchè sarete voi

Sarete voi la vostra storia

Sarete voi due sguardi in aria

 Sarete voi la mia memoria

Sarete voi il mondo intorno a me

Pigiami Moine La culla con le apine

Triciclo Girello Il mondo sembra bello

 Le scarpe che indossi per fare i primi passi

Il mare Gli abbagli I granchi tra gli scogli

 Cortili Bambine col fiocco e le treccine

 Problema sei meno ma sempre in due per mano

 Regali Natale La neve sotto il sole

 Playstation Ma quando Ti giuro sto studiando

 Ritardi promesse Duecento sms

Ti chiamo C'hai un casco? Neanche ti conosco

 Chitarre Distorte Dalle finestre aperte

 Ballare Da solo Alzando gli occhi al cielo

 Campeggio Concerto Il primo bacio storto

 Mi guardi Ti amo Domani autogestiamo

Silenzio Sai cosa? Noi siamo soli in casa

 Poi scosti le tende

Sei diventato grande

20 July

Il porcellum europeo

Il muro di Berlino è caduto nel 1989. Quanto ci vorrà prima che cada il muro di questa dittatura sfinente all’italiana? In cui tutto, ma proprio tutto, viene deciso sopra le teste dei cittadini. L’Italia non è un Paese democratico. La democrazia è stata confiscata dai partiti, dall’informazione pagata dai partiti e da Berlusconi. Il Paese è roba loro. E’ cosa loro. E’ Cosa Nostra. E’ Massoneria. Lo sanno tutti e non lo dice nessuno. Per cambiare è necessaria una crisi economica di proporzioni mai viste dal 1945. A questo ci siamo ridotti, ad auspicare una catastrofe per cambiare.
E’ come se ci avessero prosciugato le energie, questi parassiti della nostra Italia. Le denunce non servono. La verità non serve. Il Sistema è un muro di gomma in cui sono tutti coinvolti. Sono pensieri che mi vengono davanti allo sfascio del Paese, ai nostri ridicoli rappresentanti, a un Parlamento espropriato da condannati, prescritti, inquisiti.
Le ultime elezioni sono state incostituzionali, non abbiamo potuto scegliere il nostro candidato. Chi di voi avrebbe eletto la Carfagna, la Serafini, moglie di Fassino, (recordwoman mondiale con SEI legislature), la moglie di Bassolino, Dell’Utri, Cuffaro, il pool di avvocati di Berlusconi capitanati dall’ineffabile Ghedini? Nessuna persona sana di mente affiderebbe le chiavi del Paese a questa accozzaglia di persone. Sono stati nominati dai segretari di partito, sono impiegati, mogli, amanti, sodali, gente a cui è stato ricambiato un favore o che va sottratta alla legge.
Questo Parlamento non esiste. Non rappresenta i cittadini. L’otto settembre 2007 un milione e mezzo di italiani ha chiesto la riforma della legge elettorale. Ha preteso di scegliere il proprio candidato. Chi è sceso in piazza per firmare è stato insultato e demonizzato. Volgari, ci chiamano volgari perchè vogliamo il rispetto delle regole democratiche. Lo psiconano ci chiama spazzatura, coglioni. La fattucchiera Gasparri definisce cloaca il CSM, di cui Napolitano è presidente. Loro se lo possono permettere, l’informazione è al loro servizio.
Questo gruppo di impuniti che passa il tempo a cercare di non farsi processare e a vivere sulle nostre spalle, ora vuole eliminare la preferenza diretta anche alle elezioni europee e introdurre uno sbarramento al 5%.
In questo modo nomineranno in Europa i loro dipendenti, amici, amiche e famigli. In Europa non c’è il problema della governabilità, ma è invece importante che ogni voce abbia la possibilità di esprimersi. Con lo sbarramento si spartiranno la torta lo psiconano e Topo Gigio Veltroni.Questa riforma, questo porcellum europeo proposto da PDL e auspicato da parte del PDmenoelle è l’ennesimo colpetto di Stato contro la democrazia.
Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.
25 May

Comunicato politico numero dodici

Delirio. Il ponte sullo stretto di Messina. Delirio. Le centrali nucleari. Delirio. L’esercito in Campania. Delirio. I nuovi inceneritori. Delirio. I condannati in Parlamento. Delirio. Il 95% dei reati impuniti grazie alle leggi ad personam. Delirio. Testa d’Asfalto presidente del Consiglio grazie alle concessioni televisive di Craxi. Delirio. La legge elettorale porcata. Delirio. Le elezioni politiche incostituzionali. Delirio. La volontà popolare ignorata con la cancellazione dei referendum sulla legge elettorale, sul finanziamento pubblico ai partiti e sul NO al nucleare. Delirio. L’Italia senza libera informazione, tra il Botswana e l’Iraq. Delirio. Campania, Calabria e Sicilia in mano alle mafie. Delirio. I roghi contro i campi Rom. Delirio. Bassolino e Iervolino non si dimettono. Delirio. Topo Gigio non li licenzia. Delirio. Ignorata la sentenza della Corte di Giustizia Europea contro la legge Gasparri. Delirio. Rete 4 ci costa 350.000 euro di multa ogni giorno dal primo gennaio 2006. Delirio. Amanti, segretarie, avvocati di fiducia, portavoce e tirapiedi sono senatori e deputati. Delirio. E’ assente solo il cavallo di Caligola. Delirio. L’allargamento delle basi americane in Italia. Delirio. Andreotti prescritto per mafia e senatore a vita. Delirio. I miliardi di euro della Comunità Europea scomparsi per magia in Campania. Delirio. La moratoria per gli ingressi dalla Romania applicata in quasi tutta Europa dal primo gennaio 2007, ma non in Italia. Delirio. 22.000 imprese italiane in Romania con i finanziamenti della Comunità Europea (le nostre tasse) e la disoccupazione in Italia. Delirio. Il prezzo del petrolio sale, le bollette e la benzina aumentano, ma ENEL e ENI fanno più utili. Delirio. Geronzi, plurinquisito, capo di Mediobanca. Delirio. Scaroni, condannato, capo dell’ENI. Delirio. Sei milioni di precari. Delirio. Lo sviluppo più basso e i costi dello Stato più alti d’Europa. Delirio. 350.000 firme per un Parlamento Pulito abbandonate nella cantina del Senato. Delirio. 1.636 miliardi di euro di debito pubblico e 70 miliardi di interesse ogni anno, pari a tre finanziarie. Delirio. Emma Marcegaglia esperta di energia nucleare e Rubbia in Spagna. Delirio.
Il Paese è entrato in un nuovo stato: il delirio. “Uno stato di alterazione e confusione mentale, con agitazione motoria e allucinazioni, dovuto a accessi febbrili acuti e malattie mentali” (Il Nuovo Zingarelli).
L’Italia ha avuto la febbre per troppo tempo, adesso è seguito il delirio. Delirio vuol dire uscire dal solco. Noi abbiamo deragliato. La nave è in mano al cuoco di bordo e il capitano è profondamente addormentato sotto coperta. In democrazia il capitano è la volontà popolare.
Le fragoline di bosco vanno raccolte. Ripeto: le fragoline di bosco vanno raccolte.
24 May

Il piccolo principe e la volpe

In quel momento apparve la volpe.

"Buon giorno", disse la volpe.

"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe,

voltandosi: ma non vide nessuno.

"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."

"Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino..."

"Sono una volpe", disse la volpe.

"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe,

sono così triste..."

"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono

addomestica".

"Ah! scusa", fece il piccolo principe.

Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:

"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"

"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa

cerchi?"

"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.

"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"

"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E'

molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo

interesse. Tu cerchi delle galline?"

"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa

vuol dire "<addomesticare>?"

"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei

legami>..."

"Creare dei legami?"

"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che

un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho

bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono

per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi

addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai

per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".

"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore...

credo che mi abbia addomesticato..."

"E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."

"Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.

La volpe sembrò perplessa:

"Su un altro pianeta?"

"Si".

"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"

"No".

"Questo mi interessa. E delle galline?"

"No".

"Non c'e' niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe

ritornò alla sua idea:

"La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli

uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si

assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi

annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà

illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso

da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto

terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E

poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io

non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di

grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai

dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando

mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi farà

pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano..."

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:

"Per favore... addomesticami", disse.

"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto

tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere

molte cose".

"Non si conoscono che le cose che si addomesticano",

disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per

conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte.

Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non

hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"

"Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe.

"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In

principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba.

Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le

parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai

sederti un po' più vicino..."

Il piccolo principe ritornò l'indomani.

"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la

volpe.

"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle

tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora

aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro,

incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo

della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò

mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".

"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.

"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la

volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni,

un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i

miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del

villaggio. Allora il giovedì e' un giorno meraviglioso! Io mi

spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un

giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non

avrei mai vacanza".

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.

E quando l'ora della partenza fu vicina:

"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".

"La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo

far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."

"E' vero", disse la volpe.

"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.

"E' certo", disse la volpe.

"Ma allora che ci guadagni?"

"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".

Poi soggiunse:

"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo.

Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto".

Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.

"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete

ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi

non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la

mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.

Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al

mondo".

E le rose erano a disagio.

"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può

morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante

crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e'

più importante di tutte voi, perché e' lei che ho innaffiata.

Perché e' lei che ho messa sotto la campana di vetro.

Perché e' lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei

ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché e'

lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche

volta tacere. Perché e' la mia rosa".

E ritornò dalla volpe.

"Addio", disse.

"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto

semplice:non si vede bene che col cuore. L'essenziale e'

invisibile agli occhi".

"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripeté il piccolo

principe, per ricordarselo.

"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la

tua rosa così importante".

"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il

piccolo principe per ricordarselo.

"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la

devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di

quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua

rosa..."

"Io sono responsabile della mia rosa..." ripeté il piccolo

principe per ricordarselo.

L'esercito invisibile...

...La lotta che diventa coscienza
civile, la ribellione
che diventa esercizio dei
diritti acquisiti, la democrazia
che è partecipazione
e mai sudditanza...
 
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ciao Marco molto carino il tuo spaces complimenti ....ciao by Lory
10 Feb.
Alessandrawrote:
LO SO COLLEGA SONO IN RITARDO MI SCUSI...... PERò VEDE CHE MI SONO RICORDATA.......SorrisoCMQ BELLO IL SUO SPACES!!!
P.S W L'ARMA....ORA VADA A VEDERE IL MIOLinguacciaSorriso CIAO..........
20 July
grazy minòwrote:
ciao...ho visitato il tuo blog...ciao ciao Graziana
10 July

I maiali sono piu' uguali degli altri

 

8 luglio 2008, Beppe Grillo a Piazza Navona

 

8 luglio 2008, Sabina Guzzanti a Piazza Navona_1

 

8 luglio 2008, Sabina Guzzanti a Piazza Navona_2

 
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